venerdì, 18 gennaio 2008

Intorno a me...Silenzio?

Guardando dentro di me non vedo altro che nullità e vergognia. Nullità perché mi sento dominato dal vuoto, dall’orrore di una vita che non ho scelto e che non avrei mai potuto volere, vergognia perché ho perso me stesso nel momeno in cui sono nato.

Il mio nome? Non so con precisione come si pronuncia, né se si può parlare di un nome vero e proprio. Per la verità si tratta di un insieme di lettere e numeri che io stesso stento a ricordare e che forse non ha nemmeno un senso…non per me, per lo meno. La maggior parte di quelli che mi conoscono preferiscono rivolgersi a me con un generale: “Ehi, tu!”, frase che il più delle volte è poi seguita da: “Tocca a te!” oppure “È il tuo turno, piccolo mostro!”. Ma questo non mi tange minimamente, perché la restante parte mi riconosce come me e basta.

Il posto in cui vivo è un luogo strano, lontano da tutto e tutti, lontano persino dall’immaginazione più fervida, del più fervido uomo perverso del mondo. Una volta lo chiamavo casa, ora è diventato incubo. Chiunque io sia, devo ammettere però che è in piena armonia con il mio essere. Spazioso, freddo, vuoto, misterioso, oserei dire nascosto…pieno di telecamere. È qui che non abbiamo bisogno di chiamarci, che non abbiamo bisogno di possedere dei nomi normali per riconoscerci: nessuno parla mai veramente con l’intento di comunicare. Le nostre conversazioni sono per lo più fatte di suoni e di gesti.

Quanti siamo? Tanti, troppi. Sempre di più rispetto a quanto si possa realmente pensare.

Chi siamo? Io e i miei fratelli…non figli delle stesse persone, non con legami di sangue. Ma siamo comunque fratelli. Una ventina, credo, stando a quanto dicono di noi i nostri tutors. Venti mocciosi GM, geneticamente modificati. Ognuno di noi è il risultato di una ricerca specifica: qualcuno vola, qualcuno corre moooolto velocemente, qualcuno ha le caratteristiche di un animale…io sono telepatico. O, per lo meno penso si dica così. Non ce ne sono altri come me: i tutors hanno avuto paura di ritentare l’esperimento. La mia mutazione è dovuta ad uno strano invertimento dei processi del mio cervello: sono in grado di emettere suoni e parole, di leggere e scrivere, ma non riesco a vedere i colori, non riesco a sentire gli odori. I miei occhi hanno una struttura strana, atta alla focalizzazione di oggetti a grande distanza, un po’ come un radar, ma senza ultrasuoni. Non sento ciò che mi viene detto, nemmeno se mi urlassero in un orecchio. L’unico modo che ho per compensare tutto questo è intrufolarmi nella mente di chi mi sta intorno e vedere, sentire, odorare ciò che loro vedono, sentono, odorano. Perché la mente umana è come un computer: ogni azione corrisponde ad un determinato linguaggio, un determinato codice. Io non possiedo i geni per formare un linguaggio tutto mio, ma sono in grado di decodificare i codici degli altri. Ad esempio: se la mente di un essere umano qualsiasi registra un certo suono, un certo profumo, un certo colore con la lettera a io sono in grado di leggere quella lettera, ma non di scriverla.

Il più delle volte mi sento solo: questa mia capacità mi mette in condizione di poter avvertire ciò che qualcun altro avverte, le sue emozioni, le sue sensazioni, ma è terribile sapere che nessuno mai potrà comprendere le tue così a pieno. La maggior parte delle volte, poi, preferirei essere cieco, sordo, muto piuttosto che penetrare in certe situazioni, che sentire la disperazione degli altri e non poter fare nulla per migliorare la mia che cresce a dismisura a mano a mano che vengono creati nuovi fratelli, che gli esperimenti falliscono.

La mia vita è una vita che non augurerei mai a nessuno: ma è mia e sono intenzionato a viverla fino in fondo. Per quanto orribile e contro natura possa essere continuerò a vivere finché avrò fiato per farlo, poi, forse, troverò la pace…e intorno a me sarà finalmente silenzio.

6K28R503

postato da: 34AF7KO2 alle ore gennaio 18, 2008 19:53 | link | commenti (6)
categorie: piccoli incipit
domenica, 06 gennaio 2008

Le favole della notte...

"IL PIPISTRELLO"

L'uccellino cattivo svolazza quà e là, zigzagando quasi senza meta nell'ombra scura della città. Tra un faro ed un altro, tra un lampione ed un altro, di tanto in tanto lascia che il suo richiamo stridulo colpisca l'attenzione di qualche passante, costringendolo a stringersi ancora di più tra i lembi della giacca, a rabbrividire e a velocizzare il passo.
Ma tu resti lì, pallida ragazzina capricciosa, immobile...
Lo osservi rapita da quei suoi strani movimenti sinuosi, rapita dal rumore metallico che sembra sprigionare ogni volta che si avvicina ad una fonte di luce. Gli occhi dilatati, felici. Impossibili da smuovere.
Lui ti ha notato, sa che sei lì soltanto per dargli la soddisfazione di giocherellare con qualcuno. Ti scaglia addosso uno sguardo tetro, giallastro che sembra trapassarti da parte a parte come fossi una porta aperta.
Ed eccolo, piegando le ali leggermente indietro, si lancia in impicchiata contro di te.
Chiudi gli occhi, attendi placidamente che il suo corpicino freddo e minuscolo investa il tuo volto imoerlato di sudore.
Ma non lo fa.
Un istante prima di colpirti devia improvvisamente la rotta e con l'ala destra ti sfiora una guancia.
È nudo, a guardarlo bene appare come una sorta di viscido topo con indosso uno strano gilet di peliccia.
Solo che non ha la coda...Bleah...Fa quasi schifo...
Ma si muove con grazia ed agilità.
Il pipistrello si avvcina di nuovo dibattendosi con leggerezza nella notte.
Alla tua vista è come se volesse dirti qualcosa di importante.
Vuole che lo segua...vuole che vada con lui...
Incroci i suoi occhietti gialli e per un istante ti sembra che stia sorridendo. La luce, all'interno delle sue iridi minuscole aumenta a mano a mano che in te cresce il desiderio di provare a seguire l'istinto.
Ti inoltri nella notte...bianca bambina capricciosa...
Lui non si volta...ti tiene in pugno...non ha bisogno di credere che gli stai dietro...
Lo sa già...
Tu allunghi le braccia nel vano tentativo di prenderlo in mano.
Ma lui è più veloce e s'infila in un vicolo senza luce.
Fatta la svolta, ti blocchi all'improvviso...
Dov'è? Dove sei andato a finire, uccellino?
Ti guardi intorno alla ricerca dei suoi occhi penetranti. Apri bene le orecchie nella speranza di captare il suo suono breve ma inconfondibile.
Senti rizzartisi sulla nuca i capelli ribelli che non hanno accettato il giogo dell'elastico, stamattina.
Dei brividi ti percuotono la schiena con crudele freddezza.
Qualcosa di gelido ti si para alle spalle con tanta velocità da non vederlo neanche.
Ti volti e i suoi occhi sono lì, azzurri, lumineascenti...chini su di te.
Ma...cosa...?
Lui ti sorride con dolcezza.
Allunga una mano verso il tuo visino spaventato e ti sfiora il lato sinistro, dalla tempia, mettendoti i capelli ormai sciolti dietro l'orecchio, fino all'estremità più vicina delle tue labbra.
Lì si ferma...
Assorto resta attentamente in ascolto...
Ma da te non proviene altro se non il rumore del battito del tuo cuore impazzito e quello dei tuoi respiri che si sovrappogono l'uno all'altro.
Sono in trappola...
Le sue labbra gelide toccano le tue. Senti il delicato profumo della sua pelle penetrarti nel naso e, da lì, espandersi a tutto il resto del corpo, correndo velocemente da sinapsi a sinapsi fino ad invaderti completamente e a sovraffarti con il suo retrogusto.
Il loro quieto muoversi sulle tue ti manda in estasi. Senti uno strano calore prenderti ed avvolgerti lentamente da dentro.
Ti lasci andare a quel bacio inaspettato.
Lui se ne approfitta. Con le mani scende quasi impercettibilemente dalla tua testa, dai tuoi capelli, al tuo collo. Lo sfiora lentamente, stuzzicandoti alla base delle orecchie.
Tu non puoi muoverti. Sei assorta in quel momento assurdo.
Poi, un'ombra strana attira la tua attenzione...
L'uccellino cattivo fa sentire il suo suono e riscompare, inghiottito dal buio.
Tu allontani di scatto la testa, interrompendo il bacio.
Il pipistrello ormai è invisibile ai tuoi occhi.
Cerchi di trovarlo. Indaghi nell'oscurità alla ricerca della creatura che ti ha portato in quel vicolo senza curarti affatto della creatura fredda ed impassibile che ti stringe a sé tanto affettuosamente.
Allunghi le mani verso un movimento che ti sembra di aver scorto da lontano.
Ma...forse...l'ho ritrovato!
Il pipistrello sbuca all'improvviso poco lontano dal tuo volto.
Tu, terrorizzata, ti ritrai all'indietro.
La creatura dagli occhi luminescenti approfitta di quel momento e ti sfiora il collo con le labbra.
Le apre...
Il pipistrello stride nell'aria ma non può più fare nulla...

postato da: 34AF7KO2 alle ore gennaio 06, 2008 21:34 | link | commenti (7)
categorie: favole della notte
sabato, 05 gennaio 2008

ORA TOGLIETEVI DALLA STRADA!!!

PASSO IOOOOO!!!!




Finalmente, dopo tanto tempo e tanta fatica
Michela ha preso la patente!

Prima di uscire di casa pensa bene: "Ne ho davvero così tanto bisogno?"



postato da: 34AF7KO2 alle ore gennaio 05, 2008 14:28 | link | commenti
categorie:
mercoledì, 02 gennaio 2008

Thriller...

"Un angelo cattivo..."

È quasi mezzanotte.
Qualcosa di malvagio si aggira nel buio. Sotto la luce della luna, pallida e timida nella notte, una sagoma nera si muove furtiva, tra vie e piccole strade, mentre cammini, il suo respiro ti segue, passo dopo passo e sembra non volere che tu te ne vada.
Quasi ti si blocca il cuore. Tenti di gridare ma il terrore blocca ogni suono, ancora prima che possa uscirti dalla gola tesa e palpitante.
Ti guardi intorno...acceleri il passo...
Sembra non essere abbastanza...
Le luci dei negozi sono spente da ore, gli ultimi bar hanno ormai abbassato le serrande e tu ti avvii guardingo su una strada che conosci bene...forse troppo perché ti fidi di lei e di ciò che non vedi.
Laggiù, oltre il cancello...svolta lì e troverai la luce...
Un gatto scivola giù da un muro, ti lancia uno sguardo furtivo e soffia al vuoto dietro di te.
Tu continui a camminare.
Voltato l'angolo, il gatto emette uno stridio terrificante e poi torna il silenzio.
Ti volti. Senza mai fermarti, decidi di concederti un'occhiata alle tue spalle.
Dov'è? Se c'è...perché non esce allo scoperto?
Il passo è sempre più veloce...
Eccola! La vedi...la tua bella casa tranquilla ed illuminata.
Ancora cento metri e sarò là, al caldo...al sicuro...
Nel buio, senti qualcosa sbattere con forza sull'asfalto catramoso della strada.
Ora basta, sei stanco di apparire normale e disinvolto...
Inizi a correre...
Odi la creatura avanzare celere verso di te.
Scappi da qualcosa che non vedi...da un nemico invisibile che ti attrae e ti spaventa allo stesso tempo...
Corri...
Sempre più forte...sempre di più...
Ancora qualche metro...ancora qualche...
Una mano ti blocca.
Sbucata da un angolo invisibile, bianca e fredda come il marmo, una mano ti sbarra la strada.
Sei costretto a rallentare...ti fermi...
Perché corre? Ha forse perso l'ultimo tram?
L'essere che esce allo scoperto è poco più di un bambino.
Ha i capelli lunghi, la pelle pallida che brilla sotto il dolce tocco della luna.
Avrà si e no quindici hanni...
Non ho denaro con me...che cosa vuoi?
Lui scoppia a ridere. Senti la sua manina fredda stringere sul tuo braccio e speri sia solo immaginazione...
Il tuo corpo inizia a tremare...
Non voglio i suoi soldi...non ne ho bisogno...
Si avvicina, schiude la bocca piccola e sottile. Costringendoti ad indietreggiare con la sua esile mole da adolescente, ti porta nella luce di un lampione. Ti guarda negli occhi leccandosi le labbra. La mano longilinea sul tuo petto.
Ansimi ma non sai che cosa fare. Lo fissi, non ne puoi fare a meno: i suoi occhi sono come due calamite.
Uno strano calore ti sale dall'inguine. È assurdo...è poco più di un bambino...
Ti sei pisciato addosso...
Lui se n'è accorto ma non ha cambiato atteggiamento.
Dai suoi movimenti lenti e ben calibrati capisci che ha fame e che vuole te.
Ti divincoli.
È più piccolo di te...riesci a scappare...
Ricominci a correre a perdifiato verso casa tua.
La vedi...è sempre lì...quasi ti aspetta con il calore del caminetto ancora fumante e una buona tazza di caffé.
Solo un paio di metri...
Ti blocchi: dov'è la chiave?
Metti una mano in tasca e l'afferri...
Un metro...un metro...
Già immagini i commenti di tua moglie quando tornerà a casa...penserà che sei ubriaco e ti farà dormire sul divano...
Pazienza...meglio lì...che quà fuori...
Ti concedi un ultimo sguardo verso di lui.
Il ragazzino è rimasto dov'era. Ha l'aria imbronciata, ti guarda come se si sentisse offeso.
I suoi occhi s'illuminano quando incontrano il tuoi, spaventati e dilatati. Ti sorride da lì. Immobile, le braccia conserte sul petto. Sembra un'angelo...
Un angelo cattivo...
Abbandoni la sua immagine...Bella figura hai fatto davanti a un ragazzino...
Ma il tuo cuore impazzisce. Si blocca non appena ritrovi i suoi occhi a pochi centimetri dai tuoi, davanti alla porta di casa.
No!
Perché te ne vai? Non vuoi giocare con me?
Continua a sorriderti davanti al'ingresso di casa tua. Ti blocca allungando un braccio nudo verso di te...
Tu chiudi gli occhi...ora mi sveglio e trovo Marianne accanto a me...
Li riapri...il ragazzino è ancora lì e ti guarda innocente...
I suoi occhietti gelidi sono di un azzurro intenso ed attraente. La sua voce ancora troppo giovane è seducente e cristallina.
Spalanca la bocca...

L'oscurità scende sulla terra. I faro che illumina il giardino della casa lampeggia un po' poi si spegne.
La mezzanotte è vicina.
Creature viscide strisciano negli anfratti più remoti della città alla ricerca di sangue.
Spettri scuri da ogni tomba si avvicinano per compiere la propria condanna.
Ti fa paura, baby?
È il regno dei vampiri.

Liberamente ispirato dal testo "THRILLER" di M. JACKSON.
postato da: 34AF7KO2 alle ore gennaio 02, 2008 16:19 | link | commenti (5)
categorie: favole della notte

Fiel of Innocence

"La rosa bianca"

Ancora ricordo il mondo dagli occhi di un bambino: le cose semplici, quelle più belle, le giornate passate a canticchiare allegramente sotto il sole, a raccogliere i fiori, a giocare.
Ricordo le favole di una donna che amorevolmente si chinava verso il suo piccino, che gli sedeva accanto sul letto e gli sussurrava all'orecchio che i mostri non esistono, che il fratellino grande lo dice solo per spaventarti...e contemporaneamente si poggiava la mano sul cuore e sospirava verso la finestra.
Credere in ogni cosa e sapere niente di tutto.
...È questo il bello di essere innocenti ed incoscenti...
Ma l'ombra laggiù allora? Mi vuole mangiare mammina...
Schiocca i denti e mi guarda con gli occhi rossi rossi...

Che cosa mi è successo, da allora, non lo so...dov'è andato il mio cuore è difficile a dirsi. Forse scomparso, forse annegato nella vita che pervade i miei incubi, forse semplicemente andato distrutto, come tutto di me, dopo quella notte...
Un'irregolare scambio per quel mondo e quel vivere cui, a tutti i costi, volevo restare attaccato...
Io non la lascerò andare...non permetterò mai che le facciano del male...
Il nostro piccino...non è bellissimo?
Ancora ricordo il sole, quella morbida sensazione di calore che ti sfiora le guacie e ti accarezza la schiena, china su un lavoro insoddisfacente o su un essere che ti ama, il sorriso sdentato di un bambino, il sorriso sereno di tuo figlio...
Quando diventerà grande...voglio che sia come te...
Come il suo papà...
...In qualche modo...sembra freddo, adesso, come se avesse perso per sempre il suo potere, come se di me non gliene importasse più nulla.
O, forse, è colpa mia...
Sono io l'indifferente...
Una nobile, una contessa e uno schiavo? Starai scherzando, non è vero?
Indifferente a tutto ciò che mi circonda e che mi consuma lentamente, risucchiandomi l'anima con la stessa avidità con cui sono costretto a placare la mia condanna.
Salve...anche lei qui per il 52?
È una bella serata, non trova? La serata ideale per uscire a farsi una passeggiata per le vie del centro...

Se solo fosse rimasto a casa...
Non preoccuparti...non ti farò tanto male...
Prenderò soltanto un po' del tuo sangue e banchetterò sul tuo cadavere...
Dov'è andato il mio cuore? È intrappolato nel suo sguardo...nel tuo sguardo quando di notte ti aggiri smarrito per le vie scure di una città che non ti appere più familiare, negli occhi di lei, che con tanta pietà o, forse, con tanta crudeltà mi ha donato la vita...per la seconda volta...
Negli occhi dei LEI che ho perso e che mai più potrò riavere...
Vorrei tornare indietro per ricominciare a credere in ogni cosa.

Liberamente ispirato dal testo "FIEL OF INNOCENCE" degli EVANESCENCE.
postato da: 34AF7KO2 alle ore gennaio 02, 2008 12:36 | link | commenti (4)
categorie: favole della notte
martedì, 01 gennaio 2008

Killer...

"L'ultimo bacio della buona notte..."

Lo avverti.
Camminando nel mentrò, in attesa dell'autobus nella periferia di una città buia, senti i suoi occhi bruciarti un buco tra le scapole. Il cuore inizia a battere forte.
Voltati, guardati alle spalle...!
Ma non c'è più. Solo il tuo respiro nell'aria, leggermente più forte ora e più veloce.
Mancano cinque minuti alla fermata dell'autobus, poi, sarai di nuovo a casa, stravaccato sul divano a vedere la partira di baseball.
Il metrò improvvisa una fermata che non ti aspettavi...
E, di nuovo, quella sensazione...
Ti volti...ma non è un'ombra quella laggiù?
No, forse è solo l'immaginazione...
Lui si avvicina invisibile.
Urla...scappa, prima che sia troppo tardi.
Guardi l'orologio. Mancano tre minuti...cosa potrà mai succedere in tre minuti?
Ormai è dietro di te. Ti osserva, indisturbato. Il suo cuore risponde muto ai battiti del tuo. Può danzare al suo ritmo incessante, frenetico.
Si lecca le labbra il killer dietro di te: il suo desiderio di sangue provoca tutti i tuoi bisogni e avverti, forse per la prima volta, salire denso verso la tua testa l'istinto di sopravvivenza.
La beffarda religione dell'odio che brucia nella notte: le vittime innocenti sono massacrate con furore  e disprezzo.
Un passo alle tue spalle...voltati!
Lui scatta: è costretto a eliminare tutta questa sua avidità, è costretto a soddisfare la sua sete.
C'è una lama, qualcosa di sgargiante brilla nell'aria e poi se ne va. Un rumore sordo, fermo.
Batte i denti...non è poi così freddo...
Un urlo di morte si leva nella tua mente, un grido rompe il silenzio della notte...
Domani, se ci sarai ancora, ricordati di camminare nella luce...

Ti ha trovato, ha atteso te per tutta la sera...il tuo sangue...il calore del tuo corpo gelido nella notte.
È eccitato dal tuo profumo...
Salve...anche lei qui per il 52?

Il suo sorriso illumina per un istante il tuo volto. Ti risponde con un debole cenno del capo.
Nel silenzio senti la sua lingua morbida che si struscia tra i denti.
I brividi ti pecuotono lo schiena...
Guardi l'orologio: l'autobus è in ritardo.
È una bella serata, non trova? La serata ideale per uscire a farsi una passeggiata per le vie del centro...
Lui ti guarda, fissa il tuo collo con i capelli che gli danzano leggeri davanti al viso, rossi come la luce che scorgi lontana, l'espressione fredda mentre attende che continui il tuo discorso.
I suoi occhi riflettono una luce strana, ma tu non te ne accorgi.
Che bella cosa, eh? Il Natale...mi piacciono tutte quelle luci che decorano la città...
Dovrebbero metterne di più anche qui...
Lui ti avvicina. Nell'aira fresca puoi avvertire il suo odore dolciastro. Per un istante è come se avessi freddo, come se il suo respiro silente non portasse altro se non gelo...e morte...
Alza una mano e ti guarda con occhi assetati...
Non preoccuparti...non ti farò tanto male...
Da un angolo lontano dall'iride di ghiccio scende una lacrima.
Il suo sorriso freddo...è come se mi sentissi a casa...

Arriva l'autobus: l'autista non si ferma...non ti ha visto...
C'è una rosa a terra...dove prima c'eri tu...

Liberamente ispirato dal testo "KILLERS" degli IRON MAIDEN.
postato da: 34AF7KO2 alle ore gennaio 01, 2008 22:11 | link | commenti (3)
categorie: favole della notte

Chi sono

Utente: 34AF7KO2
Nome: Michela Bianconi
'Soyez hardis, en joye mis, Chascun s'asaisonne, La fleur de lys, Fleur de hault pris Y est en personne. Suivez Francoys . . ."

Commenti recenti

0Andromaca0 in Il Gioco dei Re
34AF7KO2 in Il Gioco dei Re
0Andromaca0 in Il Gioco dei Re
34AF7KO2 in Il gioco dei re
34AF7KO2 in Questo post è estra...
0Andromaca0 in Il gioco dei re
0Andromaca0 in Questo post è estra...
34AF7KO2 in Il gioco dei re
34AF7KO2 in Questo post è estra...
0Andromaca0 in Il gioco dei re

Archivio

oggi
--- 2009 ---
--- 2008 ---
--- 2007 ---

Categorie

34af7ko2
buon giorno
damien
estratti
favole della notte
francis crawford
il cavaliere nero
i libri da non perdere
le favole del puffo pazzoide
nosferatu incubus
piccole storie
piccoli incipit
poesie
safe in the dream
sceneggiature
un angelo cattivo

Links

A caccia di vampiri
Facciamo pubblicità al fratello....
La mia scrittrice preferita: Dorothy Dunnett
Liga+
Maximum Ride
Per approfondimenti su Morgan
Per i fan di Edward e Bella
Per trovare un libro...
Peter Pan a caccia di vampiri
Quanto sai di Francis Crawford?
Un blog per gli amanti del cinema...
Which Lymond character are you?

Partecipano

Foto recenti

Bottoni


Contatore

visitato *loading* volte